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1) Dizion.4° Ed. .
AVARO
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vol.1 pag.330


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AVARO.
Definiz: Bruttato del vizio dell'avarizia. Lat. avarus. Gr. φιλάργυρος.
Esempio: Albert. 12. Dall'avaro neuno bene può nascere, perchè l'avaro nulla fa a diritto, se non quando egli si muore.
Esempio: Fior. Virt. A. Mon. Quegli è propriamente avaro, che ritiene quello, che è da spendere.
Esempio: Bocc. nov. 2. 9. Intanto tutti avari, e cupidi di danari gli vide, che ec.
Esempio: E Bocc. nov. 8. 7. Pure avendo in se, quantunque avaro fosse, alcuna favilluzza di gentilezza.
Esempio: Amm. ant. G. 152. All'avaro non falla cagione di negar servigio.
Esempio: Cavalc. Frutt. ling. Nulla cosa è più scellerata, che l'avaro.
Esempio: Dant. Inf. 15. Gente avara, invidiosa, e superba.
Esempio: Petr. canz. 9. 2. L'avaro zappator l'arme riprende.
Esempio: Quist. Filos. C. S. L'avaro è pronto a domandare, tardo a dare, frontoso a negare ec. dell'altrui largo, del proprio scarso: vota la gola per crescer l'arca, assottiglia il corpo per accrescer guadagno: la mano ha rattratta a dare, distesa a ricevere, a dare chiusa, a ricevere aperta.
Definiz: §. I. Per similit. Scarso.
Esempio: Petr. son. 45. E siate omai di voi stesso più avaro.
Esempio: Bocc. pr. 8. La quale, dove meno era di forza ec. quivi più avara fu di sostegno.
Definiz: §. II. In maniera proverb. L'impronto vince l'avaro, dicesi di chi per importunità, o per molto pregare ottiene alcuna cosa negata.

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