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1) Dizion.4° Ed. .
OFFESA
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vol.3 pag.390


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OFFESA.
Definiz: Danno, Ingiuria, Oltraggio di fatti, o di parole. Lat. iniuria, laesio. Gr. ἀδικία, βλάβη.
Esempio: Bocc. nov. 18. 33. Sì per la difesa del suo paese, e sì per l'offesa dell'altrui, il Re di Francia, ed un suo figliuolo ec. ordinarono un grandissimo esercito.
Esempio: E Bocc. nov. 27. 35. Non sa quanto dolce cosa si sia la vendetta, nè con quanto ardor si disideri, se non chi riceve l'offese.
Esempio: Dant. Purg. 13. Gli occhi, diss'io, mi fieno ancor quì tolti, Ma picciol tempo, che poca è l'offesa Fatta per esser con invidia volti.
Esempio: Petr. canz. 4. 7. Però di perdonar mai non è sazia A chi col core, e col sembiante umile Dopo quantunque offese a mercè viene.
Definiz: §. Levar l'offese, si dice del Proibire che fa la giustizia sotto una certa pena a' contrastanti, che non s'offendano.
Esempio: Ar. Fur. 19. 70. Levan l'offese, ed il nocchier s'accosta, Getta la fune, e le fa dar di piglio (quì vale: convengono di non s'offendere)

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